Archivio di maggio 2009
Noleggio low cost: Fidarsi è bene non fidarsi è meglio
In questi ultimi tempi si parla molto di noleggio a lungo termine low cost.
Questa formula di noleggio garantisce sicuramente ottimi risparmi, in quanto vengono utilizzate delle vetture con due o tre anni di noleggio alle spalle.
Nel canone dovrebbe sparire in questo modo anche la formula di anticipo.
Ma vediamo insieme quali potrebbero essere gli svantaggi nel prendere a noleggio una vettura usata.
Prima di tutto ti ricordo che le società di noleggio a lungo termine pretendono da anni, delle riparazioni di meccanica e carrozzeria con delle tariffe di manodopera relativamente basse. Anche i ricambi auto vengono venduti in preventivo con sconti elevati, e in molti casi vengono fatturati direttamente da alcuni gruppi di acquisto, lasciando a bocca asciutta l’autoriparatore.
Grazie ai miei trascorsi lavorativi nel noleggio a lungo termine, ti assicuro che le vetture vengono riparate con mediocrità (almeno per un 70%), le condizioni economiche sono inferiori di molto rispetto a quelle di mercato, quindi per un meccanico diventa difficile tenere aperta l’attività, e viene spinto dalle società di noleggio stesse a lavorare in un certo modo.
Nel frattempo i manager di queste aziende sono convinti di risparmiare sulla manutenzione.
Ti ricordo inoltre che stiamo parlando di auto con tre anni di vita e con chilometraggi spesso elevatissimi. Sono convontissimo che un cliente che accetta il noleggio a lungo termine low cost, passerà più ore sull’auto sostitutiva che su quella noleggiata.
Giuliano Cosimetti
Crisi del ricambio auto: Solo in Italia
Sto leggendo in questi giorni articoli relativi alla vendita di ricambi omologati.
Si parla ancora di crisi nonostante i dati confermino una netta crescita del post vendita. Ma allora cosa c’è che non è andato per il verso giusto?
Forse la filiera di distribuzione è troppo lunga?
A sentire Bruno Beccari, presidente di ADIRA (Associazione distributori italiani ricambi auto) il problema non è la catena di distribuzione, in quanto nel resto dell’Europa è perfettamente identica. Prendendo come esempio AD France, Beccari precisa che il sistema adottato non si allontana di molto da quello italiano.
Ma allora perchè AD France tiene in mano il mercato francese, e in Italia nessuno ha saputo raggiungere gli stessi risultati?
Sono ormai sicuro che la differenza sia dovuta prima di tutto dalla qualificazione delle strutture chiamate in causa. Per dirla in poche parole, spesso incontriamo ancora troppo ignoranza sul piano della selezione del prodotto on-line.
Io ho vissuto sulla mia pelle questa ignoranza, andando a scontrarmi ogni giorno con delle catene di distribuzione, inspiegabilmente impiegate in progetti a loro quasi sconosciuti, creati per aumentare solo il numero di vendite di ricambi omologati.
Ora dico la mia su questa crisi.
Abbiamo assistito alla nascita di progetti come l’indennizzo diretto e assistenza agli auto noleggi. Parlo di nascita e non di crescita, perchè ad oggi moltissime aziende continuano ad utilizzare le officine autorizzate e ricambi originali, ma soprattutto impiegano banche dati a dir poco scadenti, dove ancora oggi mancano vetture e ricambi in circolazione da anni.
Io avevo presentato a due aziende di noleggio una banca dati tedesca, ma dopo mesi vengo a sapere che hanno speso soldi per dei programmi, a mio parere dei copia/incolla di diversi dati reperiti un pò ovunque e conosciuti nell’ambiente da anni.
Per non parlare poi delle condizioni economiche da fame imposte all’autoriparatore. Alla fine si fanno sempre i conti senza l’oste!
In questi giorni sto seguendo il post vendita per conto della Gierreauto (concessionaria Chevrolet di Roma), e mi sto accorgendo che la differenza tra officina autorizzata e generica è ancora abissale.
Il Decreto Monti avrà termine nel 2010, e nessuno si accorgerà della grande occasione persa per incentivare intelligentemente la vendita del ricambio.
Giuliano Cosimetti
Esistono ancora i carrozzieri di una volta?
Su Quattroruote di maggio, è stato trattato un argomento molto interessante che riguarda l’artigianato in generale.
Logicamente sulla rivista si è parlato dei carrozzieri, ma l’argomento e la problematica trattata va allargata anche ad altre tipologie di artigiano.
Stanno sparendo i veri carrozzieri!
Purtroppo non solo loro, falegnami, fabbri, saldatori e molti altri ancora, sono costretti a causa degli elevati costi di gestione ad abbandonare la propria attività.
Tra le cause principali ci sono anche gli affitti elevati e i divieti di accesso in determinate zone.
Passeggiando in centro ho notato un gran numero di ristoranti e pub, messi su dove prima si svolgevano attività artigianali.
Per me che sono un amante delle auto d’epoca è un vero problema. Sono intenzionato ad acquistare una vecchia Fiat 500 da restaurare nel tempo perso.
Per la meccanica non ho problemi, visto che sono cresciuto riparando le 500 di molti collezionisti, sono in grado di svolgere i lavori per conto mio, ma per la carrozzeria il discorso cambia.
Un carrozziere di oggi me la riempirebbe di stucco!
E’ un vero peccato.
Forse il comune di Roma dovrebbe aiutare chi svolge ancora un certo tipo di lavoro. Io lo spero veramente.
Giuliano Cosimetti

