Archivio di giugno 2009
Spariscono gli artigiani, ma di chi è la colpa?
Ho sempre amato lavorare in un’autofficina, e visto che la passione era grande iniziai a lavorare come meccanico.
Ti dico questo perchè oggi toccherò un argomento abbastanza delicato che, quasi sicuramente, susciterà non poche lamentele.
Giovani/Mondo del lavoro
Ho notato negli ultimi anni un altissimo numero di ragazzi bocciati nei primi anni di scuola superiore, oppure di laureati costretti a fare lavori che non hanno nulla a che vedere con il titolo di studio acquisito.
Se hai letto anche il mio profilo, e la prima parte di questo post, avrai sicuramente capito che in passato avevo abbandonato gli studi per seguire una via professionale andando a studiare la meccanica direttamente sul campo.
Lo stipendio non era altissimo in quanto ero apprendista, ma alla fine ero li per imparare, quindi il compenso che prendevo mi andava più che bene.
In poche parole…..non sapevo fare nulla!
Posso però affermare che l’esperienza acquisita all’interno dell’autofficina mi è stata, negli anni successivi, di grande aiuto in diversi settori dell’automotive.
Oggi invece i ragazzi si iscrivono alle superiori o all’università senza porsi la domanda più importante……Cosa farò da grande?
Vengono bocciati il primo e il secondo anno, ma invece di intraprendere un nuovo percorso preferiscono cambiare istituto e professori, come se fosse questa la soluzione giusta.
I genitori cosa pensano?
I genitori sono confusi e convinti che il famoso “pezzo di carta” possa garantire ai figli un lavoro da colletto bianco. Questa convinzione proviene dalle generazioni che hanno vissuto il dopoguerra, ma la realtà di oggi è completamente diversa e soprattutto spietata.
Ho riscontrato la stessa situazione anche nelle università di Roma. Ho visto ragazzi al primo anno dare un solo esame e superarlo con voti di poco superiori al 18.
Vale la pena continuare a prendere in giro i genitori?
Qui si aggiunge la beffa, perchè solitamente per seguire i corsi universitari fuori città, bisogna affrontare spese come l’affitto di una camera, tasse universitarie, libri ecc.
Ma perchè insistere forzatamente con lo studio e non scegliere un mestiere?
Meccanici, carrozzieri, falegnami, fabbri, saldatori e tornitori. Ne potrei citare molti altri ma mi fermo qui.
Sono tutti mestieri che i ragazzi di oggi snobbano sognando il classico impiego da ufficio, retribuito quasi sempre male.
Per imparare un mestiere ci vuole buona volontà e sacrificio, non si guadagna molto nei primi periodi, ma pensandoci bene alla fine dovrebbe essere l’apprendista a pagare il datore di lavoro, visto che gli sta insegnando un’arte.
Se andiamo a scuola di musica, in palestra, a scuola calcio, al corso di vela, non siamo forse noi a pagare l’istruttore?
Il mondo dell’artigianato e in particolare quello dell’autofficina funziona allo stesso modo, con la differenza che un domani si possono guadagnare molti soldi grazie all’arte appresa.
Secondo me i genitori di oggi dovrebbero guardare il mondo in un’ottica differente, e valutare i figli con più coerenza aiutandoli a scegliere il meglio e non quello che poteva andare bene cinquant’anni fa.
Una volta alle superiori il mio professore di disegno tecnico, consigliò ai genitori di un ragazzo di iscriversi dopo il biennio a meccanica e non in informatica.
La madre, mi ricordo, disse che non voleva vedere il figlio in tuta davanti al tornio!
Oggi il figlio è diplomato in informatica e sistema i barattoli i un supermarket di Roma.
Non aveva forse ragione il professore?
Oggi chi sa usare il tornio a controllo numerico guadagna moltissimo, come guadagna molto un falegname o un carrozziere (dove non esistono giovani in grado di ribattere le lamiere).
Se credi che sia esagerato nella mia valutazione, fai un giro per le università. Noterai un mare di ragazzi parcheggiati nelle varie aule, solamente perché a casa c’è qualcuno che li nutre e finanzia i loro divertimenti.
E intanto spariscono gli artigiani italiani che vengono rimpiazzati dalla manovalanza straniera.
E’ proprio vero…………Voglia di lavorare portami via!
Giuliano Cosimetti
Fiat On The Web: La casa torinese ha imparato a comunicare
Fiat lancia un nuovo progetto denominato “Fiat On The Web“.
Per avere maggiori delucidazioni, ti invito a leggere l’articolo riportato sul blog di Alessandro Cosimetti.
Giuliano Cosimetti
Che rischi corriamo se andiamo in vacanza senza far controllare prima l'auto?
Non c’è niente di peggio che iniziare le vacanze con l’auto sul carroattrezzi.
Non voglio portare male a nessuno, ma a quanto pare ogni anno sono migliaia le auto soccorse in autostrada, quasi sempre per gli stessi problemi meccanici.
Ma perchè proprio in estate?
Diciamo che i soccorsi con i carroattrezzi diventano più frequenti sempre durante gli esodi vacanzieri, in estate sono più numerosi in quanto le vacanze hanno maggior durata (si parte per le vacanze estive da giugno fino a tutto agosto).
Tra i guasti più comuni ci sono termostati bloccati, manicotti dell’acqua rotti, radiatori che perdono il liquido di raffreddamento e pneumatici danneggiati dall’eccessiva usura.
Sono prevedibili questi guasti?
Certo. Tutto è prevedibile ma come accade spesso in Italia, dimentichiamo di far controllare l’auto e ci ritroviamo a passare il primo giorno di vacanza sul carroattrezzi e successivamente in officina.
E’ buona abitudine, portare l’auto dal meccanico di fiducia almeno due settimane prima della partenza per controllare almeno l’impianto di raffreddamento, che poi è quello più soggetto a mal funzionamento a causa delle altissime temperature.
Quindi un meccanico cosa controllerebbe?
I controlli possono essere :
- Controllo livello olio e filtri
- Controllo liquido di raffreddamento
- Controllare se il termostato si apre correttamente a 90°
- Controllare i manicotti dell’acqua
- Controllo freni anteriori e posteriori
- Controllo luci
- Controllo stato usura dei pneumatici
- Controllo climatizzatore
- Controllo tiranti dello scarico
Questi sono i controlli che devono essere effettuati di routine, se poi l’auto non presenta problemi si paga la sola manodopera per il controllo che avviene grosso modo in due ore.
Le cattive abitudini
I controlli me li faccio da solo, tanto cosa ci vuole?
L’auto va bene, perchè portarla dal meccanico?
Sai quanto ti prende un meccanico per controllartela? Lascia perdere!
Sono queste le frasi che solitamente sentiamo dire da amici e parenti, poi finiscono per essere trainati dal carroattrezzi e dobbiamo ascoltare per altri tre mesi la loro avventura, come se la colpa fosse del destino avverso e non dalla loro superficialità.
Se poi si possiede un’auto troppo vecchia, c’è la possibilità di noleggiarla. Anche la formula del noleggio breve è molto utilizzata ed è in costante crescita. Il sotoscritto due mesi fa è dovuto partire da Roma per arrivare a Torre delle nocelle, e avendo un’auto un pò vecchiotta ho preferito noleggiarla.
Ho viaggiato in piena tranquillità con un mezzo molto confortevole e al tempo stesso con la consapevolezza di avere il carroattrezzi compreso nel canone di noleggio.
Giuliano Cosimetti



