Archivio di luglio 2009
Perchè l’automobilista preferisce un’autofficina multi servizi?
Oggi parlerò di un attrezzo molto conosciuto e al tempo stesso utilissimo, lo smontagomme.
Sono stato sempre convinto che una buona autofficina che si rispetti, debba anche dare un servizio di pneumatici e quindi possedere uno smontagomme professionale, una equilibratrice e se c’è spazio anche un ponte per la convergenza.
Durante gli anni trascorsi all’interno dell’autonoleggio, io e i miei colleghi abbiamo sempre scelto per i nostri clienti le officine migliori, soprattutto quelle in grado di dare più servizi all’interno della stessa struttura.
Perchè un meccanico dovrebbe inventarsi gommista?
Questa domanda mi è stata posta più volte dalle officine del network che gestivo, e la risposta era sempre la stessa:
“Il cliente non ama girare in troppe strutture e predilige le autofficine multi servizio, inoltre se un driver entra in officina per un tagliando, non è da escludere che la vettura abbia bisogno di una equilibrata alle gomme e un controllo dell’assetto”.
Oppure:
“Il cliente potrebbe entrare per una sostituzione delle gomme, e smontandole potreste trovare i pattini freno consumati”.
Come avrai ben capito, diventare una struttura multi servizio può aumentare il volume di affari in un modo o nell’altro.
E’ per questo motivo che sto proponendo insieme a Stefano Barelli lo smontagomme della Simpesfaip, nelle due versioni M 522 2v FS e M522 2v.
La versione FS ha in più gli ugelli di gonfiaggio posizionati sulle slitte e seguono automaticamente il diametro del cerchio.
La particolarità di questo macchinario è che può essere utilizzato anche per cerchi da 22″, senza danneggiarli minimamente.
Diventare gommisti non comporta grandi spese e soprattutto non richiede enormi spazi, anzi entrando a far parte di qualche network specializzato, sia ha la possibilità di entrare nella rete di assistenza di un’azienda di noleggio, e ampliare notevolmente il proprio giro di affari.
Per ulteriore informazioni puoi contattarmi tramite il modulo contatto.
Giuliano Cosimetti
Il Decreto Monti sarà attivo fino al 2013
La legge Ber (Decreto Monti in Italia) è stata prorogata fino al 2013.
E’ arrivata ieri da Bruxelles la notizia che tutti attendevano con ansia, soprattutto coloro che l’hanno sfruttata a dovere.
Intorno a questa normativa hanno volteggiato moltissimi avvoltoi, pronti ad aumentare i propri faturati a discapito dell’automobilista e dell’autoriparatore.
Parlo soprattutto di tutti quei consorzi di ricambisti che avevano messo in piedi delle penose reti di assistenza, destinate alla clientela dell’autonoleggio, vantando la possibilità di poter utilizzare i ricambi aftermarket, in barba alle officine appartenenti alle reti ufficiali.
Ora che c’è la sicurezza che, fino al 2013, il Decreto Monti continuerà ad esistere e spero che qualcuno si metta una mano sulla coscienza ed inizi a operare a favore dell’automobilista, unico elemento che tiene in vita questo settore tanto blasonato.
Giuliano Cosimetti
Cambiare i pattini freno prima di rovinare i dischi
Il tema di oggi riguarderà l’impianto frenante.
Sono molti gli automobilisti che trascurano lo stato dei pattini e dischi freno. Da una parte posso capire questa disattenzione, in quanto chi non è pratico di meccanica, non può certo mettersi a smontare una gomma per controllare lo stato dei pattini, ma non capisco chi continua a frenare nonostante il forte rumore proveniente dalle ruote.
Ma come lavorano i pattini sui dischi freno?
Una volta che la pinza freno inizia ad accostare i pattini al disco, la pasta frenante a lungo andare inizia a consumarsi. Quindi dopo un determinato periodo di tempo rimane solo la parte metallica del pattino (praticamente il dorso).
La parte metallica entra in contatto con il disco freno provocando dei forti rumori, ed è proprio in questi casi che l’automobilista deve evitare le frenate brusche per recarsi direttamente dal meccanico.
In caso contrario si righerà il disco freno fino a creare dei veri e propri solchi sulla superficie di frenata.
Ma sappi che il disco freno può rovinarsi anche a causa del surriscaldamento!
Prova ad immaginare un lungo tratto di strada in discesa, con moltissime curve. Tu sei al volante e freni per regolare la velocità della tua auto. Tenere costantemente i pattini freno a contatto con i dischi, provoca un surriscaldamento continuato.
Si ovalizzeranno i dischi freno e i pattini diverranno talmente “cotti” che non faranno più presa sulla superfice metallica.
Una volta arrivati a questo punto l’auto avrà una percentuale di frenata pari al 40%, e non mancheranno forti vibrazioni durante le frenate a bassa velocità.
Quali sono le case produttrici di componenti frenanti?
Tra le più famose ci sono TRW, Textar, Ferodo, Bendix, Brembo, Metelli e Valeo. Poi ci sono anche aziende che producono dischi e pattini, e che fino a qualche anno fa concentravano il loro business su altri componenti.
Sto parlando di Magneti Marelli e Bosch, famose per i componenti elettronici.
Puoi anche utilizzare degli additivi chimici specifici per l’impianto frenante, alcuni sono in grado di eliminare il fastidioso fischio provocato dai pattini troppo duri.
Per concludere ti consiglio di recarti presso un meccanico di fiducia per far controllare l’impianto frenante. E’ un controllo che si effettua in pochi minuti ma che ti permetterà di viaggiare senza correre rischi.
Giuliano Cosimetti


