Archivio di febbraio 2010
Come valutare il sito internet di un’autofficina in maniera professionale
Come sono i siti internet che Pagine Gialle mette a disposizione dell’autoriparatore?
Voglio far chiarezza sulle dinamiche del Web, e in particolar modo rispondere a chi ci dice che Pagine Gialle mette a disposizione dell’autoriparatore un sito internet funzionale.
Qualche giorno fa, un nostro collaboratore si è presentato presso un’autofficina Mercedes di Roma, per parlargli del nostro progetto per le autofficine che vogliono acquisire clienti su Internet.
L’autoriparatore orgogliosamente gli ha mostrato il sito internet che Pagine Gialle ha realizzato per la loro attività. Parliamo dell’autofficina Mercedes Lanza di Roma.
So perfettamente come un risultato del genere possa deludere ogni aspettativa. L’autoriparatore vede un sito che parla di loro ma non ha la minima idea di cosa cerca il potenziale cliente su Internet.
Nel 2010 non possiamo credere ancora che una “vetrina” sia sufficiente per fare web marketing. Il “sitarello” con su scritto “chi siamo”, “la nostra assistenza”, “dove siamo” non basta per fidelizzare e acquisire nuovi clienti su Internet.
Conoscendo la stragrande maggioranza dei nostri lettori, capisco anche come certi argomenti non siano di facile comprensione. Proprio per questo, voglio mostrarti – numeri alla mano – l’inefficienza di questi siti.
Farsi trovare su Google durante una ricerca.
Su una cosa siamo tutti d’accordo: vogliamo essere presenti su Google perché è il motore di ricerca più importante e performante di tutto il Web. Su questo non ci sono dubbi!
Allora, vediamo innanzi tutto se i termini di ricerca per cui il sito è stato realizzato sono effettivamente quelli che interessano agli utenti. Per verificarlo, utilizziamo lo strumento delle parole chiave di Google (è gratuito!).
Da una prima analisi, ci siamo accorti che il sito internet dell’autofficina Mercedes Lanza di Roma, è visibile sulla prima pagina di Google per il termine “autofficina specializzata mercedes roma” (clicca sopra il link o direttamente sull’immagine per visualizzare la pagine su Google).
Lo strumento delle parole chiave di Google, ci dice quante volte un termine viene inserito nel motore di ricerca nel mese passato (in questo caso gennaio 2010). Oltre a questo valore, ci offre anche una panoramica del volume di ricerca mensile globale degli ultimi 12 mesi.
Vediamo quindi quante volte il termine di ricerca (o parola chiave) “autofficina specializzata mercedes roma” è stato utilizzato dagli utenti durante le loro ricerche (clicca sull’immagine):

Risultato sullo strumento delle parole chiave di Google per il termine di ricerca "autofficina specializzata mercedes roma".
Puoi vedere tu stesso cliccando direttamente sulla foto o eseguendo la stessa ricerca con lo strumento delle parole chiave di Google, come sia un termine poco appetibile e quindi di scarso interesse per gli utenti alla ricerca di un’autofficina Mercedes su Roma.
Diversamente, nella stessa pagina, trovi altri termini in tema con la parola “Mercedes” che riscuotono un notevole gradimento e interesse da parte del pubblico:
- auto mercedes: 368.000 visite nel mese di gennaio 2010.
- auto usate mercedes: 27.100 visite nel mese di gennaio 2010.
L’ideale, sarebbe scovare tutti quei termini di ricerca attinenti all’attività dell’autofficina, puntando in particolar modo su quelli che hanno un notevole volume di ricerca e scarsa concorrenza su Google.
La concorrenza di una parola chiave è misurabile dal numero delle pagine che appaiono alla destra della schermata (clicca sull’immagine):
L’ideale è trovare un termine che abbia un volume di ricerca uguale o superiore alle 500 visite nel mese passato sullo strumento delle parole chiave di Google e una concorrenza sullo stesso motore inferiore a 1.000.0000 di pagine esistenti.
Dubito che Pagine Gialle per l’autofficina Mercedes di Roma Lanza abbia tenuto conto di questi elementi durante la creazione del loro sito internet.
Quindi, apparire per una determinata parola chiave, acquisisce importanza soltanto quanto quest’ultima viene copiosamente ricercata sul motore di ricerca. Ad esempio subito dopo, ho eseguito un’ulteriore ricerca su Google con la parola chiave “autofficina mercedes roma” ritenendolo un ottimo termine. Mi ero immedesimato nei panni di un’automobilista che stesse cercando un’autofficina Mercedes su Roma.
In realtà mi ero sbagliato, perché lo strumento delle parole chiave di Google ha deluso le mie aspettative su questo termine di ricerca:
Anche in questo caso lo strumento non rileva alcun valore, non certo perché siano inesistenti ma perché evidentemente sono decisamente scarsi.
La comunicazione sul Web: offrire informazioni e non semplici referenze.
Come spiegato nella pagina “Pubblicità on-line” dedicata alle autofficine che vogliono ottenere visibilità su Internet, nel 2010 il classico sito non basta per acquisire nuovi clienti con questo strumento.
Nel sito dell’autofficina Mercedes Lanza di Roma, manca totalmente una qualsiasi strategia di web marketing perché non ci sono informazioni che catturano l’attenzione del lettore/potenziale cliente.
Il Web 2.0 basa la sua efficacia nella reputazione e il passaparola degli utenti. Quello che dovrebbe fare un’autofficina è non limitarsi a scrivere “chi siamo”, “dove ci troviamo”, “quanto siamo fighi” ma dare informazioni a non finire sul proprio settore di appartenenza.
Il nostro blog aziendale (quello che hai sotto gli occhi in questo momento) è stato concepito per soddisfare il desiderio da parte dell’utente di reperire determinate informazioni. I nostri articoli non sono spudorate pagine pubblicitarie sui nostri servizi o prodotti dei nostri partner, ma consigli, informazioni, suggerimenti che soltanto in un secondo momento possono eventualmente trasformarsi in una consulenza o vendita.
Il lettore – nonché probabile cliente – non reperisce alcuna informazione di valore leggendo la pagina “la nostra assistenza” sul sito dell’autofficina Mercedes Lanza di Roma, perché quello che trova, sono semplicemente delle referenze e non delle informazioni.
Il tuo cliente prima di venire da te chiede informazioni agli altri utenti.
Sai cosa fa un’utente interessato ad un’autofficina prima di chiamarla o presentarsi di persona? Esegue altre ricerche su Google per scovare recensioni e commenti di altri utenti che si sono serviti da questa autofficina.
Hai mai letto un forum sui motori? Ce ne sono a centinaia dove si sviluppano aspre critiche verso le autofficine poco serie. E’ in questi casi che il sito istituzionale non può fare nulla perché non offre la possibilità di commentare e di affrontare le discussioni pubblicamente.
Purtroppo, ancora oggi in pochi se ne rendono conto, nonostante tutte le attività commerciali in generale siano soggette a questo fenomeno sul Web.
Un semplice esempio? Prima di andare al cinema, leggiamo i commenti delle persone che hanno già visto il film che vorremmo vedere. Se il 90% dei commenti sono negativi, secondo te, quante probabilità ci sono di recarci al cinema?
Quello che un sito internet di Pagine Gialle non offre a un’autofficina.
Concludiamo questa breve analisi del sito dell’autofficina Mercedes Lanza di Roma, su un aspetto determinante per l’attività: le promozioni.
Come hai visto il sito è costruito su una piattaforma pre-impostata e quindi non completamente gestibile dall’autofficina. Secondo te, dove trovano spazio le promozioni?
Se l’autofficina volesse realizzare dei video o mettere in atto una strategia con i social network? Come possono raccogliere le email con l’autorizzazione dell’utente e fare un’attività di email marketing?
E se volessero ottimizzare il sito per tutta una serie di termini di ricerca (abbiamo visto come fare con Google) che ogni mese trovo? Sono sufficienti le pagine a disposizione? Ma soprattutto come ottimizzarle per quelle appena scovate?
La prova finale per il sito internet di un’autofficina meccanica: le statistiche del traffico in entrata.
Quello che mi sfugge – ma vorrei sapere – è se Pagine Gialle metta a disposizione dell’autofficina uno strumento per le statistiche del traffico sul proprio sito internet.
Uno strumento per le statistiche interne dovrebbe, quanto meno, offrire questi risultati:
- numero visite uniche giornaliere.
- numero pagine visitate giornalmente.
- termine di ricerca con cui l’utente è giunto sul sito.
- altre risorse online (siti, blog, forum) che portano traffico sul sito.
- frequenza di rimbalzo della visita.
- tempo medio della visita sul sito.
- percentuale delle visite nuove.
- tempi di visita per ogni singola pagina.
E’ attraverso questo tipo di analisi che possiamo dire se un sito internet stia portando risultati o meno.
Conclusione
Di argomenti ce ne sono molti altri, ma è difficile riassumere tutto con un solo articolo. Nella pagina dedicata alle autofficine che vogliono ottenere visibilità su Internet parliamo di tutta una serie di strumenti che dovrebbero far parte di una corretta strategia promozionale per un’autofficina su Internet.
Alessandro Cosimetti
Perché il governo italiano non riconosce gli incentivi statali per il 2010?
Gli incentivi statali sono terminati solo per noi italiani.
Che fine hanno fatto i 500 milioni di euro destinati al mercato automobilistico?
L’Italia non è assolutamente in linea con le altre nazioni europee, dove gli incentivi statali saranno ancora validi per tutto il 2010.
Ci sono nazioni come Spagna e Francia, che hanno adottato dei sistemi che premiano alcune fasce di automobilisti penalizzandone altre.
In Francia esistono dei bonus che partono da € 100,00 fino a € 5.000,00 a seconda della quantità di gas nocivi emessi dalle auto. Invece le penali per chi acquista un’auto con emissioni di Co2 superiori a 160 grammi al chilometro, vanno da € 200,00 fino a € 2.600,00.
Infine un incentivo di € 700,00 per chi compra entro giugno un’auto con emissioni inferiori a 160 grammi al chilometro.
In Spagna esiste un’ottima collaborazione tra stato e case automobilistiche.
Gli incentivi statali saranno riconosciuti a chi possiede un’auto dotata di sistema ESP di serie e la spia per le cinture di sicurezza, catalizzatore a tre vie, filtro antiparticolato e rottamazione per le auto con dieci anni di vita o 250 mila chilometri di percorrenza, il tutto per un totale di € 2.000,00.
Giuliano Cosimetti
Come evitare i danni causati dal carburante sporco in fase di rifornimento
I distributori di carburante sono tutti uguali?
Quando ci rechiamo con la nostra auto presso un distributore carburanti, dobbiamo fare in modo di inserire nel serbatoio delle impurità, come acqua e morchia.
Questo avviene soprattutto se il gestore dello stabilimento non fa pulire attentamente i pozzi dove deposita diesel e benzina.
In passato, mi occupai delle pratica di un cliente dell’azienda di autonoleggio per la quale lavoravo, alle prese con il gestore di un distributore carburanti. Durante il rifornimento, dell’acqua finì nel serbatoio, danneggiando la pompa carburante e gli iniettori.
Anche in seguito, ebbi modo di occuparmi di casi simili dove non sempre avviene il risarcimento dei danni.
Possiamo essere risarciti dal distributore carburanti?
Una volta eseguito il rifornimento, chiediamo al gestore una ricevuta. Qualora l’auto manifestasse dei problemi di rendimento subito dopo il pieno o addirittura un blocco dell’impianto di alimentazione, grazie ad essa richiediamo il risarcimento dei danni, senza dimenticare di raccogliere un po’ di carburante sporco in una tanica.
Come possiamo evitare di danneggiare il motore durante il rifornimento?
Fortunatamente esiste la possibilità di ridurre la percentuale di rischio. Innanzi tutto, evitando di rifornisci presso un distributore carburanti che i pozzi riempiti da poco, dove ci saranno sicuramente delle sostanze impure in sospensione e quindi pronte ad essere aspirate.
Se trovate la cisterna ancora parcheggiata presso la stazione di servizio, tirate dritto e passate alla successiva.
Oltre ai rischi che si possono correre presso un distributore carburanti, esistono altri elementi che con il tempo possono danneggiare l’impianto di alimentazione.
Un esempio è l’umidità della notte che penetra dal tubo di sfiato del serbatoio carburante.
Gli additivi chimici per auto per evitare i danni dell’umidità nel carburante
Purtroppo non esistono rimedi per evitare all’umidità della sera di entrare nel serbatoio dell’auto. In questo caso, possiamo contenere i danni ricorrendo a degli additivi chimici in grado di eliminare l’acqua e mantenere l’impianto di alimentazione lubrificato.
Altri accorgimenti per evitare i danni causati da distributori carburanti poco controllati
E’ indispensabile sostituire con frequenza il filtro carburante. Nonostante le case automobilistiche prevedano sostituzioni a 30/45.000 chilometri, il filtro va sostituito molto prima.
Ci sono automobilisti che effettuano almeno un rifornimento al giorno presso il distributore carburanti. Non conoscendo le condizioni dei pozzi dove verrà prelevato il carburante, una sostituzione anticipata del filtro potrebbe evitarci spiacevoli inconvenienti.
Un buon sistema di pulizia è quello che abbiamo utilizzato sulla Lancia Y e sulla Fiat Stilo durante i nostri video-test dove il macchinario utilizzato riesce a pulire in profondità anche il serbatoio.
La prevenzione è di vitale importanza. Gli additivi chimici chimici per auto vanno utilizzati con frequenza e mai solo dopo aver riscontrato problemi di rendimento. La prevenzione è sempre megliore della cura!
Giuliano Cosimetti




