Il filtro FAP, è il vero rimedio contro l’inquinamento atmosferico?
Parliamo di filtro FAP.
L’Unione Europea in questi giorni ha lanciato un allarme che sinceramente non mi stupisce più di tanto.
Sembrerebbe che l’emissioni di CO2 che stiamo respirando in questo momento siano aumentate, e neanche poco visto lo 0,7% in più rispetto all’anno precedente.
Secondo alcuni studiosi l’aumento è giustificato dall’inverno particolarmente caldo e chiedono il raggiungimento di traguardi positivi invitandoci ad utilizzare il meno possibile il riscaldamento domestico.
Ho avuto l’occasione di conoscere personalmente il Dott. Stefano Montanari, che da anni compie ricerche sulle polveri sottili, lui stesso afferma che una delle cause di questo aumento di CO2 è dovuto soprattutto dall’utilizzo spropositato delle auto, infatti durante il nostro incontro abbiamo affrontato l’argomento sul filtro FAP.
Quando il mercato automobilistico lanciò questa innovazione sembrava che avessero trovato la soluzione per combattere in maniera decisa l’inquinamento atmosferico, ma a giudicare dalle ricerche svolte e dai risultati ottenuti possiamo solamente dire che abbiamo vissuto l’ennesima bufala industriale.
Il filtro FAP al contrario di come è stato presentato non abbassa assolutamente il volume di sostanze nocive riversate solitamente nell’aria, lo scopo di questo filtro è quello di agglomerare grazie ad una sostanza chimica le particelle che vengono prodotte dalla combustione del motore (la sostanza che permette questo processo si chiama cerina e viene miscelata al gasolio).
Il problema vero è che questi filtri si intasano dopo aver percorso pochi chilometri con la vettura all’interno del traffico urbano (300-400 km) e l’unico rimedio per ripristinarli è aumentare il numero di giri portando toccando una velocità di 70/80 chilometri orari, arrivati a questo punto le particelle inizialmente catturate dal filtro FAP vengono bruciate e riversate nuovamente nell’aria.
Ditemi adesso se questo è un rimedio valido per combattere l’inquinamento atmosferico?
Senza calcolare che la combustione delle particelle, precedentemente agglomerate, avviene grazie ad un processo chimico, quindi aggiungiamo nell’aria anche le scorie prodotte dalla combustione della cerina!
A cosa sarà servito allora introdurre nel marcato automobilistico questo filtro?
Per quanto mi riguarda ho visto famiglie cambiare dopo neanche un anno l’auto, il tutto per poterla utilizzare anche durante i blocchi del traffico promossi dai vari comuni, favorendo il mercato delle case automobilistiche che hanno prodotto vetture con il filtro FAP.
Giuliano Cosimetti
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