Come scoprire le problematiche della tua auto attraverso lo stato d’usura delle candele

candele-accensione

Le candele accensione, sono dei dispositivi elettrici in grado di generare scintille che avviano la combustione all’interno dei cilindri.

Da non confondere le candele con le candelette (presenti sui motori diesel), il funzionamento di quest’ultime verrà trattato in un secondo articolo.

La candela è posizionata sulla testata del motore in corrispondenza del cilindro. Ogni candela genera la scintilla per un solo cilindro, quindi su un motore a quattro cilindri avremo un numero pari di candele.

Considero le candele come dei segnalatori di difetti dell’auto. Smontandone una e controllando attentamente la parte terminale dove è posizionato l’elettrodo, possiamo risalire ad alcune problematiche: presenza di acqua o olio nei cilindri, sbalzi di tensione.

Le candele accensione differenziano tra loro in base alla lunghezza, diametro, lunghezza del corpo in ceramica e tipo di sede.

Su ogni candele è stampato il grado termico. E’ molto importante conoscere questo parametro in quanto la candela deve dissipare il calore. Contrariamente avremmo il classico caso di autoaccensione (il calore trattenuto dalla candela riesce a provocare la combustione senza bisogno della scintilla).

La sostituzione delle candele accensione avveniva fino a poco tempo fa ogni 10/15.000 chilometri. Riconoscere una candela consumata era semplicissimo: bastava controllare il consumo degli elettrodi per capire che andavano sostituite.

Nelle nuove candele accensione, l’elettrodo non tende a consumarsi. Come anticipato prima, possiamo individuare solo delle problematiche presenti sul motore, in base alle sostanze che troviamo depositate sull’elettrodo.

Con l’avanzamento della tecnologia, una candela necessita della sostituzione anche dopo 60.000 chilometri. Quest’ultima viene eseguita in base alle percorrenze chilometriche riportate sul libretto di manutenzione.

Nel primo filmato della Lancia Y, abbiamo proprio un esempio di candela esausta: gli elettrodi erano ricoperti di olio e presentavano delle sfumature di surriscaldamento.

Le candele accensione erano chiaramente vecchie e andavano sostituite.

Giuliano Cosimetti

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Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?

12 Commenti a “Come scoprire le problematiche della tua auto attraverso lo stato d’usura delle candele”

  • Giuseppe:

    come mai non hai menzionato le candele all’iridio?

  • Giuliano Cosimetti:

    Questo è il primo articolo pubblicato su questo blog, dove parliamo di candele.
    Nei prossimi entreremo nello specifico, tratteremo anche argomenti legate alle case che le producono.

  • Marco Ansali:

    Ho visto il filmato dei test su vari additivi per auto.
    Volevo sapere come mai non avete fatto un confronto utilizzando anche gli anti attrito della Sintofolon e lo ZX1!
    Grazie

  • Giuliano Cosimetti:

    Ciao Marco,
    i test che hai visto sono i primi di una lunga serie.

    Abbiamo utilizzato comunque dei prodotti molto conosciuti e venduti anche dentro i supermarket.

    A breve ci saranno altri test.

    Giuliano

  • Marco Ansali:

    grazie x la risposta!
    Comunque ritengo che il test comparativo tra l’antiattrito Bluechem e gli altri prodotti utilizzati sia praticamente nullo in quanto tutti gli altri prodotti non sono antiattrito ma dei semplici additivi (detergenti) ed è normale che “la sfera” con quelli si sia danneggiata.
    Chiedevo la comparazione con veri e propri antiattrito come zx1 e sintoflon protector proprio xchè, come il Bluechem, sono puri antiattrito.
    Aspetto fiducioso questo test.
    Grazie

  • Giuliano Cosimetti:

    Guarda che ti sbagli, su tutte le confezioni c’è scritto che oltre ad eliminare le impurità, riuscivano anche a lubrificare l’impianto di alimentazione (altrimenti che senso avrebbe eliminare solo l’acqua).

    Il test è stato fatto per verificare l’affidabilità degli additivi in base alle informazioni riportate sulle etichette.

    Praticamente è come acquistare un’auto con la scritta Diesel e scoprire più tardi che va a benzina.

    Inoltre ti ricordo che nei test, abbiamo utilizzato dei prodotti pubblicizzati da alcune case automobilistiche, e in vendita anche nei supermarket.

    Infatti le confezioni che abbiamo utilizzato ci sono state consigliate da alcuni consumatori (automobilisti, meccanici ecc.).
    Non era certo nostra intenzione affermare che i prodotti chimici della Bluechem sono i migliori al mondo.

  • mariolino:

    La validità del testo sugli additivi per diesel la definirei molto buona.

    Tutti gli additivi avevano non solo lo scopo di pulire ma anche di lubrificare.
    Ok, mancavano all’appello altri prodotti come Sintoflon Dieselube oppure Power Service Diesel Kleen ma rimane il fatto che è il primo testo vero, trasparente, senza trucchi di nessun tipo.
    E non è nemmeno un test particolarmente complicato.

    Gli unici ad avere fatto un test del genere, oltre ai tecnici di questo sito, sono stati i tecnici della Royal Purple per quanto riguarda gli oli-motore.

    Un consiglio “tecnico”: se testerete anche prodotti a base di teflon, bisogna fare attenzione allo sfruizionometro, nel senso che si ricoprira di teflon e quindi, a rigor di logica, adnra cambiato il coso che gira.
    Il teflon infatti non è un additivo in sé per sé. E’ una materia che si veicola e aderisce alle superfici metalliche anche quando, successivamente, sparirà il veicolante.

    Complimenti per il blog…presto sarà un punto di riferimento per appassaionati.

  • INHO:

    Scusa,
    le candelette nei Diesel ogni quanto andrebbero cambiate? (motore 1.4 TDI 75 CV iniettore-pompa)

    le cambio solo quando si rompono ?

    grazie!

  • Giuliano Cosimetti:

    Per quanto riguarda le candelette, le ho sempre sostituite nel momento in cui smettevano di funzionare.

    Qualche volta le cambiavo sulle auto usate che acquistavano i miei clienti, ma era solo per prevenzione, giusto per evitare che si rompessero il giorno dopo.

    Giuliano

  • Giuliano Cosimetti:

    Infatti già con questi semplici additivi dovevamo, subito dopo aver testato un prodotto, sostituire la sfera e passare la carta abrasiva sulla girante del frizionometro.

    Come già comunicato ad altri utenti, testeremo dei nuovi prodotti di altre case. Sicuramente ce ne sono molti altri validi.

    Giuliano

  • Simone:

    Ciao
    E per un lavoro simile su un’auto d’epoca….si possono usare questi prodotti ?
    Mi hanno detto in molti che andando a sciogliere le morchie interne c’è l’alto rischio di intasare i condotti di mandata olio con conseguente danno al motore.
    Avrei bisogno di pulire bene un motore d’epoca, un 1100 benzina di una lancia del 63, ma non vorrei scassare tutto
    Ciao complimenti per i test, limpidi, veloci e molto costruttivi
    Simone

  • Giuliano Cosimetti:

    Ciao,
    puoi usarli tranquillamente. Puoi fare prima una pulizia dell’impianto di lubrificazione aggiungendo un additivo all’olio esausto. Dopo aver fatto girare per una decina di minuti il motore, scarichi tutto cambiando anche il filtro. In questo modo eliminerai definitivamente la morchia e non correrai rischi di intasamento.

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